Messico: le lucciole sconfiggono la deforestazione

lucciole

In Messico, gli abitanti del parco di Piedra Canteada sfruttano la presenza delle lucciole per attirare campeggiatori, rilanciare il turismo e abbandonare le pratiche di deforestazione. Il caso è diventato un esempio di economia sostenibile presto emulato dalle regioni confinanti.

 

Per decenni le comunità di Nanacamilpa, nella regione messicana di Tlaxcala, alle porte del Messico, sono state costrette a tirare avanti con l’unica attività di sostentamento consentita loro dalle egemonie economiche del territorio: la produzione e la lavorazione del legno. Gli uomini, abbandonati i tronchi di conifere del parco di Piedra Canteada al crepuscolo, quando le lucciole iniziavano a librare nell’aria, si radunavano fermandosi a osservare quel meraviglioso spettacolo di luci silenziose danzanti all’unisono. Poi, una sera d’estate del 1990, a uno dei leader locali, Genaro Ruede Lopez, venne un’idea folgorante: perché non sfruttare le lucciole per attirare campeggiatori e rilanciare le entrate del turismo, evitando la deforestazione e salvando l’ecosistema?

Alberto, 32enne impiegato tessile della provincia di Milano, si è appena recato a Città del Messico con sua moglie per concedersi un viaggio esotico, rompendo la tradizionale routine della settimana di mare in Liguria. In pieno centro, un locale ha proposto loro un’escursione fuori porta in mezzo alla natura, promettendogli che avrebbero assistito a qualcosa di meraviglioso. Gli ha detto che erano fortunati, perché si era liberato un posto per la notte stessa, mentre di solito le prenotazioni richiedevano anche un mese di anticipo.

Quando siamo arrivati a Piedra Canteada ci hanno accolto alcuni capi-famiglia che gestiscono il parco” – racconta Alberto a Nonsoloambiente – “e ci hanno subito spiegato le regole: niente flash, niente lampade o sigarette, divieto assoluto di fare rumore o accendere falò, nessuna macchina in entrata o in uscita. Ci hanno parlato delle lucciole, di come comunicano tra loro con la luce, dell’importanza della loro integrazione con la foresta”.

All’interno del Parco tutto è organizzato alla perfezione per valorizzare l’armonia della natura. “Una volta entrato vieni accolto in piccoli bungalow, all’interno dei quali ci sono solo quasi oggetti di legno, giusto il minimo indispensabile. A un certo punto tutte le luci del campo vengono spente all’improvviso. Il buio favorisce la visione delle lucciole ed è il segnale che le guide sono pronte per portare i turisti all’avanscoperta in piccoli gruppetti”, racconta Alberto.

I ‘camping delle lucciole’ hanno immediatamente successo, tanto che altre zone rurali prossime a Piedra Canteada decidono di seguirne l’esempio. “Cerchiamo di curare l’intera area evitando qualsiasi tipo di erbicida o diserbante” – afferma Hugo Brindis, guida certificata del Granja Salma – “se usassimo degli insetticidi potrebbero avere effetti altamente nocivi per le lucciole. Ci avvaliamo di un team di biologi ed esperti che, quando inevitabile farne a meno, valutano quali siano i prodotti chimici con minor impatto sulla foresta”.

Intanto, considerata la crescente affluenza di visitatori, i gestori hanno deciso di rinunciare a parte degli introiti instaurando un tetto limite agli accessi: non più di 250 persone contemporaneamente. Il rispetto dell’ambiente viene sempre al primo posto. Grazie agli ingenti ricavi, è stato possibile ridurre la produzione del legno fino al 70%, per preservare la foresta, e, qualora vi sia necessità di disboscamento, dovute principalmente all’espandersi di malattie delle piante, esso avviene ora in maniera ragionata, non più industriale.

Così, mentre i gestori del parco di Nanacamilpa progettano di piantare oltre 50.000 nuovi pini all’anno nell’area in cui effettuano la deforestazione, il vicino Stato di Puebla ha annunciato la creazione di una Firefly Route che consentirà ai viaggiatori di intraprendere un’esperienza luminosa lungo diverse aree boschive regionali. Mentre a Piedra Canteada, prima fucina di cantieri e segherie, ora la produzione economica dipende dagli insetti, i quali, evitato il rischio di estinzione dovuto all’alterazione artificiale dell’eco-sistema, sono anche i primi beneficiari delle nuove politiche verdi.

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