Organismi sentinella per monitorare l’inquinamento da antibiotici e metalli pesanti

Trentino Alto Adige_Luigi_Borruso

Secondo l’OMS l’aumento della resistenza agli antibiotici potrebbe diventare a breve una delle più gravi minacce per la salute umana a livello globale. 

 

Antibiotici: cura e veleno, rimedio e causa di mali. La problematica della crescente resistenza agli antibiotici, dovuta all’inquinamento derivante dall’uso sconsiderato degli stessi, è tra le questioni attualmente più dibattute nel mondo della medicina e della ricerca scientifica. Tanto che è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a diffondere una previsione che suona come uno squillante allarme rosso: in assenza di misure di contenimento dell’uso di questi componenti in contesti medici e agricoli, nel 2050, 10 milioni di persone ogni anno saranno esposte a rischio di morte.

Con tali premesse, la possibilità di valutare velocemente e in modo attendibile lo stress ambientale di un’ecosistema e il livello di rischio per la salute umana diventa cruciale. Buone notizie giungono, in questo senso, dal mondo della ricerca: sulla base di uno studio svolto nell’area della città di Zhangye (Cina), un team di ricercatori dell’Università di Bolzano ha messo a punto una tecnica capace di effettuare rilevazioni di precisione sul livello di inquinamento di terreni e corsi d’acqua. Come? Impiegando gli integroni di classe 1: questo il nome, sconosciuto ai più, dei frammenti di DNA cui la ricerca affida il ruolo di “organismi sentinella”, capaci di rivelare criticità e pericoli in un dato ecosistema.

Usando bioindicatori come gli integroni di classe 1, possiamo dire con precisione se una zona è inquinata o meno e se ci sono sinergie potenzialmente pericolose per la salute umana” affermano il prof. Lorenzo Brusetti e il ricercatore Luigimaria Borruso, microbiologi della Facoltà di Scienze e Tecnologie incaricati dello studio. “Una verifica di questo tipo ci permette di capire immediatamente se siamo in presenza di inquinamento da antibiotici, da metalli pesanti e se ci sono resistenze che possono trasmettersi orizzontalmente, da individuo a individuo, mettendo quindi queste importanti informazioni ambientali e sanitarie a disposizione delle autorità”. In modo più rapido, efficace e sostenibile economicamente.

La ricerca è una sinergia internazionale. Sostenuta dalla Fondazione tedesca Kurt Eberhard Bode, dal Consiglio Norvegese per la Ricerca e dalla Fondazione della Libera Università di Bolzano, è stata recentemente pubblicata sulla rivista “Science of the Total Environment”.

L’area in cui è stata condotta l’analisi, nella provincia cinese di Gansu, non è stata scelta a caso; si tratta bensì di una zona ad alto tasso di inquinamento, causato dell’abuso di antibiotici e pesticidi in agricoltura, degli scarti delle lavorazioni industriali, oltre che di un’urbanizzazione elevata. Ma il team di ricerca è attualmente all’opera per effettuare esperimenti analoghi nella regione del Trentino- Alto Adige: e se qui qualità di aria e acqua possono essere auspicabilmente diverse, anche a queste latitudini la necessità di scongiurare in un futuro quanto più possibile prossimo i problemi legati all’abuso di antibiotici resta immutata e urgente.

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