Comunicare la sostenibilità nel food, la sfida per città e imprese

Città e imprese, gli snodi in cui si costruiscono le politiche e le strategie di comunicazione in tema di sostenibilità, protagoniste dell’incontro “Food, Sustainability & Communication”, organizzato in occasione dell’Annual General Meeting di Global Alliance e ospitato a Milano da Ferpi.

Città e imprese, gli snodi in cui si costruiscono le politiche e le strategie di comunicazione in tema di sostenibilità, protagoniste dell’incontro “Food, Sustainability & Communication”, organizzato in occasione dell’Annual General Meeting di Global Alliance e ospitato a Milano da Ferpi.

Nella cornice di Palazzo Reale a Milano, si è svolto venerdì il convegno “Food, Sustainability & Communication”, organizzato in occasione dell’Annual General Meeting di Global Alliance for Public Relations and Communication Management, l’associazione internazionale che riunisce i professionisti della comunicazione, delle relazioni pubbliche ed istituzionali attraverso gli organismi di rappresentanza nazionali. L’evento è stato promosso da Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – in occasione di Expo 2015.

Soggetti centrali della discussione sono state le città e le imprese, le prime in quanto snodo delle dinamiche che si riscontrano sul nostro pianeta relativamente a sprechi e produzione di CO2 ma anche relative alle policy di sostenibilità ed all’evoluzione del sentire comune. Le imprese si impongono poi sulla scena della tematica “sostenibilità” per ovvi motivi: sono in parte creatrici del problema e dunque anche gli attori con maggiore interesse nel trovare delle soluzioni.

La mattinata si apre con il primo panel che vede il confronto tra Milano, rappresentata dal Capo di Gabinetto Maurizio Baruffi e Londra, la cui situazione è stata chiaramente esposta da Rosie Boycott del London Food Board.

La città inglese è percepita essere molto più avanti nell’attuazione delle politiche di sostenibilità ed anche nella comunicazione delle stesse ma viene sottolineato il fatto che Milano stia allungando il passo e recuperando terreno sul tema. Considerando che, come sottolineato da Anne Gregory di Global Alliance, nel 2050 il mondo sarà popolato da 9 miliardi di persone e soprattutto che il 75% di queste vivrà in città, si rende necessaria una produzione più intelligente, integrata con il tessuto sociale e caratterizzata da consapevolezza – da parte di governanti, imprese e cittadini – e chiarezza nella divulgazione delle policy e best practices.

Baruffi, riferendosi anche all’ambizioso progetto promosso dal Comune di Milano “Urban food policy Pact” sostiene la centralità assunta dalla consapevolezza dei cittadini riguardo ai rapporti che il cibo intrattiene con economia, salute e ambiente. Dunque i grandi temi del futuro – e del presente – devono trovare il loro spazio divulgativo grazie ai comunicatori che lavorano a supporto delle grandi aziende e dei responsabili del sistema economico. “Non si deve pensare solo al profitto ma anche ai processi con i quali il profitto si ottiene e alla loro sostenibilità”. In occasione della firma dello “Urban food policy pact”, che avverrà il 16 ottobre – Giornata Mondiale dell’Alimentazione – in occasione della visita a Milano di Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, sarà presentato anche un manuale di best practices messe in atto da comuni e cittadini e strategie per un futuro urbano sempre più equo e sostenibile.

Ma la sfida della sostenibilità non coinvolge certo solo le città, è inevitabile riscontrare come le imprese giochino un ruolo di primissimo piano nella partita contro sprechi, inuguaglianze e inquinamento. Durante il secondo panel in programma le imprese hanno presentato le loro strategie di sostenibilità, sempre ricordando però l’importante ruolo normativo di cui si debbono far meglio carico le istituzioni.

Vittorio Cino, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia, ha presentato il progetto EKOCENTER™ che “coinvolgendo le comunità locali, contribuisce allo sviluppo economico e sociale del paese in cui l’Azienda opera. EKOCENTER™ sostiene anche il programma di Coca-Cola “5by20″, che ha l’obiettivo di emancipare 5 milioni di donne imprenditrici entro il 2020, offrendo loro accesso a competenze imprenditoriali, servizi finanziari e reti di sostegno”.

Paola Sidoti, Business & Marketing Communications Manager di Bayer CropScience, focalizza la sua attenzione nuovamente sul tema della consapevolezza dei cittadini che necessitano di una visione più ampia e positiva riguardo all’innovazione in campo agro alimentare: “Abbiamo partecipato a questo momento di confronto per allargare la conoscenza delle sfide e degli impegni che il mondo produttivo e agricolo sta affrontando, contribuendo a dare maggiore consapevolezza al pubblico. (…) Da anni, Bayer CropScience promuove lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile con prodotti e progetti innovativi, a livello globale e nazionale, inclusa un’iniziativa di comunicazione multimediale – colturaecultura.it – che vuole accompagnare i consumatori alla scoperta di come nasce quello che mangiamo e aiutare gli agricoltori a far conoscere e apprezzare il loro contributo”.

Concentrata invece sulla promozione di una nutrizione più sana ed equilibrata l’azienda leader mondiale nel campo della pasta: Barilla. Luca Ruini, Health Safety Environment & Energy Director di Barilla Group spiega che “il problema oggi non è più discutere se le diete sostenibili siano una soluzione, ma capire in che modo è possibile attivare percorsi che ne incentivino l’adozione. Per questo quest’anno abbiamo avviato un ‘Osservatorio BCFN sulle diete sostenibili’ che sta analizzando – tra le altre cose – in che modo le grandi città e le politiche che stano adottando possono incentivare stili alimentari sostenibili”.

Il proposito centrale del convegno – ovvero quello di declinare il ruolo globale delle relazioni pubbliche e della comunicazione nel migliorare la trasparenza di tutta la filiera del food, dalle policy all’industria, dalle strategie di sostenibilità al coinvolgimento dei consumatori – ha richiesto poi un ulteriore approfondimento, questa volta esemplificativo di quelle che sono le strategie adottate dalle agenzie internazionali. Gunhild Stordalen, The EAT Initiative, ha sottolineato come si debba “comunicare meglio in generale ma anche comunicare meglio le opportunità che si creano per le aziende in questo settore”.

Le evidenze che emergono dall’incontro sono significative, si sta certamente creando una sensibilità molto forte da parte di tutti gli attori coinvolti – governanti, imprese e cittadini – sul tema della sostenibilità che, nei prossimi anni, acquisirà sempre maggior importanza. Basti pensare che, come chiaramente esposto da Michele Tesoro-Tess, Partner and Managing Director di Reputation Institute Italy and Middle East, tra i parametri di valutazione che le persone considerano maggiormente quando valutano una città, le politiche in tema di sostenibilità si trovano al 4 posto su una classifica di 13. “Dalle nostre ricerche emerge chiaramente quanto oggi stia crescendo il percepito dei cittadini rispetto a queste tematiche, rendendo lo sviluppo di politiche di sostenibilità una leva competitiva sia per le città sia per le imprese. Il nostro ruolo come comunicatori è quello di promuoverne la conoscenza, in quanto sono essenziali per valorizzare l’atrattività dei centri urbani e di conseguenza la crescita economica delle città. La sfida attuale è creare una sinergia tra le imprese e le città dove esse hanno sede, in modo da riuscire a veicolare messaggi credibili sul tema della sostenibilità”.

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